Capitolo 206

E alla fine arrivò l’autunno, con i suoi sentieri di foglie secche, i tramonti infuocati di ottobre, bei film al cinema e le serate passate nelle nostre stanze a guardare qualche vecchio film, perché fuori comincia a far freddo ed è meglio restare a casa. Cambiano tante cose, anno dopo anno: ci ritroviamo con qualche capello bianco, un po’ di barba in più, meno sogni e più convinzioni, meno arrabbiature e più momenti di gioia, o il contrario, ma una cosa non cambia mai. La vita da cinefilo non cambia mai. Si continua a guardare film, e nulla potrà mai cambiare questo. Per fortuna.

Lo sconosciuto del lago (2013): Miglior regia nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes. Senza le scene di sesso esplicito il film potrebbe quasi essere un cortometraggio, ma è anche vero che senza quelle scene non sarebbe stato lo stesso film. Quello di Alain Guiraudie è un cinema essenziale, nudo come lo sono fisicamente i suoi personaggi. Non lascia indifferenti. Ad ogni modo ho sempre preferito andare al mare.

I diabolici (1955): Film di Henri-Georges Clouzot, una vera sorpresa. Un giallo alla Hitchcock (infatti si dice che l’autore del libro abbia scritto la storia appositamente per il regista britannico, ma è stato bruciato sul tempo da Clouzot che ha comprato immediatamente i diritti), perfetto nei tempi, nella suspense, nei colpi di scena. Un film assolutamente da recuperare, perché errare è umano, perseverare è diabolico.

Sacro GRA (2013): Il Leone d’Oro di Gianfranco Rosi è un documentario capace di rendere straordinaria la normalità, quella normalità composta dalle mille storie che nascono e muoiono intorno ad una grande strada. Affascina nella sua bizzarra lentezza. Promosso. Ora sarà più bello prendere il Raccordo, pensando ai tre milioni di persone che ci abitano intorno, agli insetti delle palme, ai pescatori di anguille e compagnia bella.

Non drammatizziamo… è solo questione di corna (1970): Terzo episodio della saga dedicata da Truffaut ad Antoine Doinel, e come ogni seguito, per quanto sia un bel film, non è all’altezza dei primi due. “I 400 Colpi” è un capolavoro, “Baci Rubati” è bellissimo, questo è semplicemente bello. Il titolo italiano è nella mia personale Top5 dei peggiori titoli storpiati (in originale è “Domicile Conjugal”, vogliamo mettere?).

Brian di Nazareth (1979): Voglia di Monty Python, voglia di ridere. Brian è un film che diverte e al tempo stesso si fa beffe della religione, come potrebbe non piacermi? Meravigliosa la scena in cui il centurione romano dà lezioni di latino a Brian. Bellissimo, dall’inizio alla fine.

Il senso della vita (1983): Uno dei film più assurdi degli anni 80, e non poteva che essere dei Monty Python. Una serie di gag e scenette che raccontano la vita dell’uomo dalla nascita alla morte. Alti e bassi, ma alcune trovate sono indimenticabili (il Tristo Mietitore è diventato un cult). Geniacci.

La gabbia dorata (2013): Sorpresa del mese!! Film d’esordio premiato a Cannes e visto in un bel po’ di Festival qua e là. Tre ragazzini attraversano il Messico per cercare fortuna negli States. Il loro viaggio, tra binari del treno, polizia e criminali, sarà un’odissea amara e indimenticabile. Il mito della frontiera e del sogno americano rivivono in chiave latinoamericana. Filmone, arriva in sala il 7 novembre.

The Grandmaster (2013): Wong Kar Wai riassume tutta la potenza romantica del suo cinema in un emozionante storia di maestri, allievi. Quanta poesia in un film sulle arti marziali. Certo, nel finale la musica di Ennio Morricone aiuta non poco, ma resta comunque un film notevole. Meravigliose inquadrature, grandi scene d’azione, pennellate di emozioni. Bellissimo.

La classe operaia va in paradiso (1971): Film di Elio Petri con un meraviglioso Gian Maria Volontè. Penso che siano attori che interpretano un personaggio e attori che diventano quel personaggio. Volontè appartiene alla seconda categoria. Film bellissimo, racconta l’Italia delle fabbriche e fa sentire fisicamente negli anni 70. Rumoroso dall’inizio alla fine (tra macchinari, megafoni, urla e rumori di vario genere), alienante, splendido.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Capitolo 206

  1. paveloescobar ha detto:

    Weh!
    “Brian di Nazareth” va a gusti, è comicità inglese! Dei Monthy Python ho visto da poco il loro primo film “E ora facciamo qualcosa di diverso” e anche qui qualcosa mi piace, qualcosa no…….
    “La classe operaia va in paradiso” bel film di Petri con un bravo Volontè……
    gli altri film mi mancano….
    Ciao!

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