Festival di Roma (Giorno 9): Sorpresa “Tir”, il miglior film è italiano

Ufficialmente il Festival si concluderà domani, con la proiezione di “The White Storm”di Benny Chan, ma già da stasera sarà possibili archiviare anche questa ottava edizione della rassegna romana. Già da stamattina rimbalzavano voci incontrollate all’Auditorium: chi aveva sentito che in giro per Roma c’era addirittura Christian Bale, volato nella Città Eterna dalla Spagna, dove sta terminando le riprese del nuovo film di Ridley Scott. C’è invece chi ha saputo di un ritorno di Joaquin Phoenix, che si è ubriacato in albergo. Ci sarà anche qualcuno che ha avvistato Jared Leto in autobus o Casey Affleck dal paninaro di Porta Maggiore. Chi sta a Roma vincerà come miglior attore, bisogna solo capire quale sia la voce giusta, se esiste. Attori a parte (nessuno di questi citati alla fine ha vinto), anche quest’anno la premiazione del Festival ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Certo, non come lo scorso anno, dove la premiazione dei film di Larry Clark e dell’orribile pellicola di Paolo Franchi aveva fatto gridare “vergogna!” a più di un giornalista. Quest’anno niente scandali, solo molte perplessità.

Il miglior film del Festival, secondo la Giuria presieduta da James Gray, è il documentario italiano “Tir” che, sulla scia del Leone d’Oro “Sacro Gra”, porta alla vittoria storie appartenenti alla strada. Senza dubbio è questo il premio più discutibile, non tanto per il film di Alberto Fasulo, quanto per la qualità dei suoi concorrenti: “Her” e “Dallas Buyers Club” su tutti.  La miglior regia è di Kiyoshi Kurosawa per “Seventh Code” (il cui montaggio si è aggiudicato anche il premio per il miglior contributo tecnico), e fin qui ci può stare. Andiamo avanti: Premio Speciale della Giuria al romeno “Quod Erat Demonstrandum”, che avevo pronosticato ieri e che dunque non mi delude. Migliore sceneggiatura al turco “I’m not him”, e qui un po’ di sorpresa c’è, ma la storia è talmente intrigante che alla fine si potrebbe anche accettare la scelta della giuria (voglio dire: si può discutere, ma anche accettare). Il miglior attore è Matthew McConaughey: peccato per Joaquin Phoenix, ma questo premio ci sta tutto, e lo stiamo dicendo dalla settimana scorsa, anche se avremmo senza dubbio preferito l’attore di “Her”. Il Marc’Aurelio alla migliore attrice ha lasciato un po’ tutti interdetti: Scarlett Johansson, voce di “Her”, è probabilmente la prima “voce” nella storia di un Festival a vincere un premio. Sì, è pur vero che in tutto il concorso non abbiamo assistito ad interpretazioni femminili da strapparsi i capelli (l’unica protagonista femminile è stata Sophie Turner, ma “Another me” era troppo brutto per vincere qualcosa), ma premiare la Johansson è apparso più un contentino per il meraviglioso “Her”, lasciato incredibilmente a bocca asciutta, che un riconoscimento davvero sentito nei confronti dell’attrice. Altri premi: tutto il cast di “Acrid” premiato per gli interpreti emergenti, mentre “Blue sky bones” ha ricevuto una menzione speciale (??). La migliore opera prima/seconda è “Out of the furnace” di Scott Cooper, mentre il premio del pubblico, quasi scontato, è andato al bellissimo “Dallas Buyers Club” (unico film insieme a “Seventh Code” a ricevere due premi).

Il mancato riconoscimento al meraviglioso “Her” di Spike Jonze ha lasciato tutti un po’ delusi, e curiosamente ha vinto nell’unica categoria in cui probabilmente non meritava di vincere (l’attrice). Essendo stata premiata la voce di Scarlett Johansson fa un po’ ridere l’idea che il film verrà doppiato per l’uscita in sala in Italia: magari è la volta buona che un film straniero possa avere una massiccia distribuzione in lingua originale (la Bim a mio parere dovrebbe pensarci e basare la distribuzione proprio su questo). Per quanto riguarda le altre categorie il miglior film di CineMaxxi è “Nepal Forever”, il miglior film di Alice nella Città è “The disciple”, il miglior documentario di Prospettive Italia è “Dal Profondo” di Valentina Pedicini. “Her” si deve accontentare del Mouse d’Oro, il premio assegnato dalla critica online (che ha premiato anche “Snowpiercer” per quel che riguarda i film fuori concorso).

Che Festival è stato? Bello, non c’è dubbio. Tanti bei film (soprattutto in concorso, dopo lo scempio dello scorso anno), tanti incontri interessanti (da Spike Jonze a Wes Anderson), molti personaggi sotto i riflettori (Scarlett Johansson, Joaquin Phoenix, Jennifer Lawrence), un’organizzazione e una programmazione più fluide rispetto al passato.
Finito il Festival, già salgono la malinconia e la nostalgia per questi dieci giorni di cinema, di film, di stanchezza ma anche di divertimento. Appuntamento per il 2014 per la nona edizione: già non vedo l’ora.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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2 risposte a Festival di Roma (Giorno 9): Sorpresa “Tir”, il miglior film è italiano

  1. lucio ha detto:

    Dove posso vedere questo film?

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