Recensione “Mariage à Mendoza” (2012)

Nel 2009 il regista Edouard Deluc realizza il divertentissimo cortometraggio “Donde està Kim Basinger?”, in cui due fratelli francesi si ritrovano in Argentina per il matrimonio del cugino. Il successo di questo cortometraggio (vincitore di vari festival in giro per il mondo) apre a Deluc le porte del cinema: “Mariage à Mendoza” è il suo film d’esordio, in cui le vicende narrate riprendono quelle del cortometraggio precedente. Il film, seppur meno ispirato rispetto allo splendido corto, gode della leggerezza del cinema indipendente, dell’ampio respiro di un road-movie, raccontando con libertà, gioia, ma anche un tocco di malinconia, il viaggio in Argentina dei due fratellastri. Rispetto al cortometraggio ci sono i colori, che forse tolgono quella soffice atmosfera da nouvelle vague che era stata uno dei punti di forza del lavoro precedente, e cambia uno dei protagonisti: non più l’ottimo Yvon Martin, ma Nicolas Devauchelle, meno divertente e forse meno credibile rispetto al suo predecessore.

I fratelli Marcus e Antoine arrivano all’aeroporto di Buenos Aires dopo un lungo viaggio dalla Francia. Sono in Argentina per assistere al matrimonio di loro cugino, che avrà luogo dopo pochi giorni nella città di Mendoza. Con un po’ di tempo a disposizione, cercheranno di godere dei piaceri del Paese latinoamericano prima di arrivare al matrimonio. Marcus soffre di problemi psicologici, Antoine è depresso dopo la recente separazione con sua moglie: l’incontro con un empatico portiere d’albergo e con un’affascinante ragazza argentina renderà il loro viaggio, tra vini, laghi e deserti, un’esperienza memorabile.

Musicato dalle splendide melodie degli Herman Dune, che stavolta hanno realizzato la colonna sonora appositamente per il film (già avevano accompagnato le vicende del cortometraggio), l’esordio di Deluc vanta tutte le qualità che si possono ricercare in un road movie: protagonisti problematici, ironia, situazioni paradossali, incontri strambi e particolari, cambiamento, finale risolutore o in qualche modo felice. In più qui abbiamo i meravigliosi scenari di un’Argentina ospitale e al tempo stesso difficile, vera e propria compagna di viaggio di due uomini in cerca di se stessi. Distribuito in Francia, Belgio e Argentina, difficilmente lo vedremo in Italia. Ma chissà, magari c’è qualche distributore che ci legge…

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Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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