Recensione “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” (“Hundraåringen som klev ut genom fönstret och försvann”, 2013)

Non si sente parlare tutti i giorni del cinema svedese, a parte l’eco suscitato dalla trilogia di “Uomini che odiano le donne” e dal capolavoro “Lasciami entrare”, che hanno attirato su di loro premi internazionali e gli occhi di Hollywood, che ha subito realizzato i corrispondenti remake stellestrisce. Dopo il thriller e l’horror, una commedia proveniente dal nord: avrà la stessa sorte dei suoi illustri connazionali? Perché no. Già dal titolo si capisce che ci troviamo di fronte ad una storia brillante, intrigante, e quel che ne esce fuori è infatti una simpatica commedia divertita e divertente, che in qualche modo strizza l’occhio a “Forrest Gump” e ad altre fortunate pellicole on the road. Ma qui c’è davvero un po’ di tutto: poliziotti incapaci, criminali dal cuore spezzato, un boss sboccato e arrabbiatissimo, una valigia piena di soldi, un “quasi” laureato in tutte le facoltà, un elefante scappato dal circo e soprattutto lui, il centenario del titolo, appassionato di esplosivi e capace senza accorgersene di influenzare alcuni eventi fondamentali del secolo scorso.

Allan Karlsson ha vissuto una vita intensa, assurda e veramente incredibile. Adesso è finito in una casa di riposo, dove si sta preparando la festa per i suoi 100 anni. Spinto dalla noia, proprio il giorno del suo compleanno decide di uscire dalla finestra e di allontanarsi dal centro. Nel momento di prendere un pullman si ritrova casualmente tra le mani una valigia piena di soldi, ambita da criminali tonti ma senza scrupoli. L’avventura è appena iniziata: Allan incontrerà sulla strada alcune persone che lo accompagneranno in questo ennesimo viaggio, in cui ha l’occasione di raccontare episodi della sua vita che lo hanno visto saltare dalla guerra civile spagnola alla corte di Stalin in Russia, fino a diventare il fulcro di un affare di controspionaggio che porterà casualmente alla caduta del muro di Berlino. Per cent’anni Allan è stato protagonista di numerosi eventi, e adesso che è di nuovo libero la sua storia può finalmente continuare.

Allan, tra una risata e l’altra, ci lascia con un prezioso insegnamento: quello di vivere la vita ingenuamente, in maniera istintiva, senza preoccuparci troppo del futuro, senza indugiare troppo sul passato. Felix Herngren, il regista, mette insieme un cast di facce simpatiche, dal versatile protagonista Robert Gustafsson (una star in patria) al cattivissimo boss Alan Ford, che i fan di Guy Ritchie ricorderanno in “The Snatch” (anche lì abbastanza pericoloso nei panni del gangster Testarossa). Un film che si amare per la semplicità delle sue gag, per la gioia di fare cinema di un Paese che ogni tanto regala qualche perla.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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