Una Vita da Cinefilo Magazine – Numero 11

UVDC Magazine 011

Pag. 3 – Editoriale
Le dolci ottobrate hanno lasciato spazio al primo freddo, al cambio dell’ora, al buio. Cosa c’è di più bello, in queste tiepide serate d’autunno, che sedersi in un cinema e godere dei tanti bei film in programmazione? Il numero 11 vi racconta in anteprima uno dei migliori film di novembre, l’irlandese “Frank”, al quale dedichiamo la copertina. In questo numero inoltre troverete le recensioni di alcuni dei migliori film usciti a ottobre, come il meraviglioso “Boyhood”, il musicale “Tutto può cambiare” e la sorpresa argentina “Medianeras”. E poi lo speciale dedicato al Festival di Roma, con le recensioni, i commenti ai film, il bilancio finale. Buona lettura e mi raccomando, andate al cinema!

Pag. 5 – Anteprime
Frank: Acclamato al Sundance Festival, Lenny Abrahamson ci trascina dal cuore dell’Irlanda fino al Texas in una rara commedia in cui la musica è soltanto un pretesto per raccontare la storia di due persone diverse ma ugualmente tormentate. Un film che dietro la risata racconta un disagio, che danza sul confine tra genio e follia, riuscendo a mostrare il vero volto di un uomo, nonostante la sua grande testa finta (vai alla pagina)

Pag. 6 – Recensioni
Boyhood: Richard Linklater realizza il suo film definitivo. Mentre sperimentava il binomio tra lo scorrere del tempo e lo sviluppo dei personaggi nella celebre trilogia dei “Before”, il regista stava già preparando il suo capolavoro, un film cominciato nel 2002 e portato avanti con gli stessi attori per dodici anni. Linklater racconta, attraverso una vita piuttosto comune, la Vita in senso generale, esperienze che appartengono più o meno a tutti noi, ai nostri ricordi, al nostro passato, alla nostra sensibilità (vai alla pagina)

Tutto può cambiare: John Carney, già regista del gioiello irlandese “Once”, ama raccontare due cose: anime perdute in cerca di un nuovo inizio e soprattutto lei, la madre di tutti noi, la Musica. Mettendo insieme questi elementi, accompagnati dalla giusta dose di ironia e leggerezza, è difficile sbagliare (vai alla pagina)

Medianeras: Taretto è bravo nel raccontare, con sensibilità e ironia, uno dei mali più grandi di questo nuovo millennio: l’incapacità di comunicare e di relazionarsi in un mondo perennemente connesso, in cui tutti siamo a portata di click da qualunque altro individuo. Un mondo in cui la paura di rimanere soli e la conseguente incapacità nel restarci, sono il motivo di un disagio costante, di una pressione continua sulle spalle di una generazione già afflitta da crisi, precariato, paura di non farcela (vai alla pagina)

Pag. 9 – Da recuperare
Genova: Il regista inglese Michael Winterbottom ha scelto Genova per il suo ultimo film, mostrandola con gli occhi tristi e meravigliati di una famiglia in lutto, filmandola in modo intimo, personale. Winterbottom sembra prendere per mano lo spettatore e accompagnarlo tra i vicoli del capoluogo ligure, tra un piatto di pesto e i corridoi più bui, che però lasciano sempre intravedere un raggio di sole in fondo alla strada (vai alla pagina)

La guerra è dichiarata: Il film autobiografico di Valérie Donzelli è uno di quei miracoli cinematografici che restano dentro, ci seguono anche dopo l’uscita dalla sala, accompagnandoci lungo la via del ritorno a casa. La regista, anche sceneggiatrice e interprete insieme al suo compagno Jérémie Elkaim, porta sullo schermo la storia recente della sua vita, lucidamente, onestamente, con un’intensità tale da farci sentire totalmente coinvolti in ogni suo attimo, ogni paura, ogni sorriso, ogni sospiro (vai alla pagina)

Pag. 11 – Speciale Festival di Roma
I film giorno per giorno: Commenti brevi ad una selezione dei film presenti al Festival (vai alla pagina)

Che Festival è stato?: Si è conclusa dopo dieci giorni frenetici la nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, l’ultima dell’era Marco Muller. Quando si torna alla vita dopo un festival ci si sente un po’ come reduci di guerra: è da ieri infatti che giro per casa con il pass al collo, penso che la cucina sia la sala Petrassi e per andare al bagno faccio la rush line (vai alla pagina)

A girl walks home alone at night: L’opera prima di Ana Lily Amirpour è una sorta di western urbano in lingua persiana: inquietante fotografia in bianco e nero, una ragazza-vampiro in skateboard, atmosfera da comics, colonna sonora magnifica e quella leggerezza indie capace di rendere questi 100 minuti semplicemente irresistibili (vai alla pagina)

Gone Girl: Uno dei film più attesi al Festival di Roma, e non potrebbe essere altrimenti quando a dirigerlo è un regista come David Fincher. Una partita a scacchi tra film e spettatore: ci siamo sorpresi a cambiare più volte il nostro punto di vista sulla storia, in un certo senso come fanno nel film i milioni di telespettatori dei programmi televisivi americani, questi ultimi sempre pronti a cercare notizie sensazionali e a manovrare in tal modo l’opinione pubblica (vai alla pagina)

We are young. We are strong: Antonio Gramsci diceva: “Il vecchio mondo muore e il nuovo non può ancora nascere: oggi è il tempo dei mostri”. In questa frase si può racchiudere il senso del film del regista tedesco di origini afgane, ambientato in quella Germania che nel 1992 era ancora un Paese giovane, incontrollabile, unito da soli tre anni e ancora lontano dal benessere economico di cui gode attualmente (vai alla pagina)

Pag. 16 – Diario cinematografico
Per tutti i nerd del cinema c’è un sito che permette di creare un vero e proprio diario cinematografico, un listone con tutti i film visti giorno per giorno, con data, voto e la possibilità di inserire anche due righe a proposito. Qui c’è la nostra lista fino a ottobre, qual’è la vostra? (vai alla pagina)

Pag. 17 – CineStorify
Una selezione dei nostri tweet cinematografici più interessanti del mese scorso (vai alla pagina)

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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