Recensione “Wish I was here” (2014)

Zach Braff è uno dei volti più noti dell’immaginario collettivo degli anni 2000: anche per chi non segue molto le serie tv, è quasi impossibile non aver presente il viso del Dottor Dorian, J.D. per gli amici, protagonista della fortunata serie “Scrubs”. Nel frattempo il ragazzo non è rimasto con le mani in mano e nel 2004 si è lanciato nella regia con il delizioso “La mia vita a Garden State” (che gli è valso l’Indipendent Spirit Award per il miglior esordio cinematografico). Dieci anni dopo, grazie ad una campagna di crowdfunding su Kickstarter, Braff produce, interpreta e dirige il suo secondo lungometraggio, meno fresco e originale rispetto al primo, ma comunque interessante. In poco più di 100 minuti il regista mette insieme tutti i pregi e tutti i difetti del cinema indipendente americano: la colonna sonora ricercata (Shins, Bon Iver, Bob Dylan, Paul Simon, Gary Jules, Cat Power, Badly Drawn Boy e molti altri), la leggerezza e la carica di voglia di vivere, ma anche i soliti conflitti famigliari, il dramma a tratti forzato, verso un finale dove immancabilmente ogni nodo verrà al pettine.

Aidan, padre di una famiglia ebrea, ha 35 anni e ancora sta inseguendo il suo sogno di sfondare come attore. Senza lavoro, la situazione precipita quando il padre, che pagava la retta per la scuola privata dei due bambini di Aidan, scopre di essere gravemente malato di cancro. Tra rabbini, perdita di fede, provini sbagliati, il cambio di scuola per i figli, il conflitto tra suo padre e suo fratello e i problemi sul lavoro della bella moglie Sarah, Aidan deve ancora trovare la sua giusta collocazione nel mondo.

“Wish I Was Here” funziona decisamente meglio come commedia che come film drammatico, a parte ciò gli indie-movie riescono sempre ad addolcire ed emozionare nel contrasto tra la dura quotidianità e la voglia di realizzare le proprie piccole pazzie (come la curiosa scena sulla Aston Martin, dove troviamo in un cameo anche Donald Faison, il celebre Turk di “Scrubs”). Distribuito nelle sale statunitensi la scorsa estate, il film di Zach Braff ancora non ha una distribuzione italiana, il che ha suscitato il malcontento dello stesso regista, che su twitter ha esortato i suoi fan a tirar fuori la voce per avere il suo film anche qui da noi. Staremo a vedere.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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