Recensione “Turner” (“Mr. Turner”, 2014)

Mike Leigh realizza un film che lascia divisi: troppo ben fatto per non piacere e al tempo stesso troppo lungo per essere apprezzato pienamente. Certamente un biopic su William Turner, “il pittore della luce”, non poteva che lasciare negli occhi un uso meraviglioso della fotografia, ed è forse questo l’elemento di maggior prestigio in tutti i lunghissimi 140 minuti di film. L’Inghilterra di Turner, raccontata da Leigh, è un luogo affascinante, immerso in quella magica luce che il pittore londinese catturava come nessun altro alla sua epoca. Timothy Spall, una vita da caratterista, trova l’interpretazione che vale una carriera (e che gli è valsa anche la palma di miglior attore al Festival di Cannes), restituendo, tra un grugnito e una battuta, l’immagine di un Turner vitale, geniale e indubbiamente eccentrico.

Il film racconta gli ultimi 25 anni di vita di William Turner, forse il più grande pittore inglese, vissuto a Londra nel XIX° Secolo. Leigh descrive soprattutto il personaggio Turner, lo splendido rapporto con il padre, la sua continua ricerca sulla luce, oltre ai frequenti scambi d’opinione con i suoi colleghi dell’Accademia.

Se “Turner” ha un difetto, è senza dubbio nella lunghezza fiume, che di per sé non sarebbe un peccato (basti per esempio pensare a “Barry Lyndon” o all’ultima Palma d’Oro “Winter Sleep”, che vanno oltre i 180 minuti senza costringere mai lo spettatore a guardare l’orologio): Leigh però appesantisce le scene di silenzi, le allunga più di quanto avrebbe probabilmente dovuto, dando l’impressione di trovarci di fronte ad una pellicola ben più lunga di quanto in realtà sia. Ma il giorno dopo quel che resta negli occhi è soprattutto una meravigliosa luce, un’atmosfera che restituisce l’immagine di un’Inghilterra fatta di tramonti straordinari, mari in tempesta e uomini geniali.

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Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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2 risposte a Recensione “Turner” (“Mr. Turner”, 2014)

  1. gattaliquirizia ha detto:

    Turner riesce sempre a smuovere qualcosa con me, ed ogni volta in modo diverso. lo guarderò, ben preparata a questa sua torrenzialità🙂

  2. Ivan ha detto:

    Ci sono molti film a cui non si può dare un cattivo voto ma non si godono pienamente. Per forza i film “a 5 stelle” sono rarissimi😉

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