Recensione “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza” (“En duva satt på en gren och funderade på tillvaron”, 2014)

Con questo film, vincitore del Leone d’Oro a Venezia, il regista svedese Roy Andersson chiude la sua tragicomica trilogia dedicata agli esseri umani (composta dai precedenti “Canzoni dal secondo piano” e “You, the living”). Come da titolo, le trentanove scene di cui è composta la pellicola sembrano davvero una riflessione sull’esistenza umana elaborata da un osservatore esterno, seduto in alto a guardare tutte le assurdità e le ambiguità dei personaggi che vivono lo spazio sottostante. Forse è proprio lo spazio una delle chiavi di lettura per il film di Andersson: il film è composto da una serie di inquadrature fisse, delle vere e proprie cornici all’interno delle quali si gioca il teatrino della vita.

Sam e Jonathan, due venditori ambulanti di scherzi e articoli per feste, ci accompagnano lungo un incredibile viaggio attraverso la tragica esistenza dell’essere umano: il destino, la vita e la morte, la bellezza di un singolo momento alternata al cinismo, alla meschinità, alla solitudine e alla profonda malinconia di molti altri. Un percorso attraverso la tragedia, l’ironia ma soprattutto la fragilità degli uomini.

Andersson, nella composizione delle sue immagini e nella realizzazione delle scene, trae ispirazione dall’arte pittorica, non solo da Bruegel il Vecchio (il titolo del film è un riferimento ad un suo quadro), ma anche da Edward Hopper, Otto Dix e Georg Scholz. Straordinario per regia e stile, il film di Andersson ha una coerenza tutta sua, comico nella sua assurdità, tragico nel suo cinico realismo. Impossibile non provare una certa sofferenza per le disavventure dei poveri venditori ambulanti, così come non si può non ridere della loro surreale esistenza. E anche se al telefono si afferma di essere felici e contenti, il mondo circostante in realtà è un caleidoscopio di atroci sofferenze, talvolta tragiche, talvolta comiche, proprio come la vita.

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Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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