Recensione “Giovani si diventa” (“While we’re young”, 2015)

Noah Baumbach, dopo aver perfettamente raccontanto la precaria vita dei trentenni nel bellissimo “Frances Ha”, stavolta si occupa di uno scontro tra due generazioni, mettendo a fuoco le realtà e le aspettative di un quarantenne e di sua moglie, messi a confronto con una coppia di eccentrici e vitali venticinquenni. La prima coppia, dopo aver rinunciato ad avere figli, si concentra sulla quotidianità, sul lavoro, su progetti mai portati a termine e sembra essere assuefatta dalla routine, oltre che dalla semplicità della tecnologia, dalla pigrizia indotta dall’avere ogni cosa a portata di mano. L’altra coppia, quella più giovane, sembra brillare di luce propria, spinta dall’entusiasmo dell’età, dalla riscoperta di antichi piaceri come possono essere la musica su vinile, il ticchettio delle macchine da scrivere, il gelato fatto in casa.

Una volta superati i quaranta si pensa probabilmente di non poter più fare alcune cose, o meglio, ci si dimentica di poter fare ancora moltissimo. Sorgono i primi acciacchi, e ci si rende conto di aver bisogno di una svolta. Così la pensa anche Josh Srebnick (Ben Stiller, che torna a lavorare con Baumbach cinque anni dopo “Greenberg”), che grazie all’incontro con Jamie e Darby, spiriti indipendenti pieni di iniziativa, riesce ad aprire un nuovo spiraglio su quella giovinezza che vorrebbe poter ancora trattenere, ma che in realtà gli sta scivolando di mano come una manciata di sabbia stretta nel pugno. Questo incontro/scontro con una coppia così stimolante metterà a dura prova il rapporto tra Josh e sua moglie Cornelia: il loro matrimonio crollerà, o forse potrà finalmente trovare quella linfa che sembrava essersi persa tra i sogni di un passato ormai chiuso nel cassetto.

Baumbach come al solito pesca a grandi mani dai suoi film precedenti raccontando con grande onestà generazioni completamente differenti tra loro: dai bambini de “Il calamaro e la balena” ai parenti de “Il matrimonio di mia sorella”, dai trentenni di “Greenberg” a quelli di “Frances Ha”, fino ai quarantenni di questa sua ultima fatica. L’importante è non perdere mai di vista un concetto piuttosto semplice: si smette di essere giovani quando si smette di fare ciò che si ama.

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Recensione “Giovani si diventa” (“While we’re young”, 2015)

  1. gattaliquirizia ha detto:

    mi hai convinta a provare a recuperare il film🙂

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