La Forza si è svegliata

Sono andato nuovamente a vedere “Il Risveglio della Forza” e, senza le ansie, le aspettative, le sorprese, l’eccitazione e un altro migliaio di cose che avevo in corpo durante la proiezione stampa, sono riuscito a vederlo con un occhio più obiettivo e con un’attenzione maggiore per i dettagli: in poche parole, mi è piaciuto ancora di più. Avviso ai lettori: se la prima recensione (che potete leggere qui) era totalmente priva di spoiler, anche sulla trama, ciò che c’è scritto da qui in poi è riservato soltanto a chi ha visto il film (o a chi non interessa rovinarsi la visione, se esiste). Dunque se non avete ancora visto questo Episodio VII ci penserà Kylo Ren a fermarvi; in caso contrario potete superare l’immagine e continuare nella lettura.

Star Wars: The Force Awakens Ph: Film Frame ©Lucasfilm 2015

INCIPIT: Strano vedere un film di Star Wars senza l’introduzione della 20th Century Fox. Ma è bastata la scritta Lucasfilm, lo schermo nero, il titolo e la musica di John Williams sparata a palla per far scendere subito i brividi. Il prologo è pressoché perfetto, sin dalla prima frase: “Luke Skywalker è sparito”. In sua assenza il Primo Ordine, cioè tutto il marcio che è rimasto in piedi dopo la caduta dell’impero, lo sta cercando per uccidere l’ultimo Jedi e togliere di mezzo l’unico pericolo per la loro sete di potere. Visto che questo film si svolge circa trent’anni dopo “Il Ritorno dello Jedi”, è lecito pensare che non tutto è andato per il meglio dal punto di vista politico. Voglio dire, al posto dell’Impero è stata instaurata nuovamente la Repubblica, ma c’è comunque un esercito di ribelli, la cara vecchia Resistenza della vecchia trilogia (ma se c’è una Repubblica, perché c’è ancora una Resistenza? I ribelli non dovrebbero appartenere ora all’esercito della Repubblica?). Dal punto di vista politico c’è un po’ di confusione, e questo è uno dei pochi difetti del film. Oppure sono io che sono un po’ confuso, fatto sta che questa cosa poteva essere curata un po’ meglio.

JAKKU: Jakku è il pianeta sul quale si svolge la prima parte del film. Il suo deserto e lo stile di vita ricorda molto la cara Tatooine di skywalkeriana memoria, infatti è qui che facciamo la conoscenza di Rey, la nuova protagonista, che dalle origini umili e dall’audacia giovanile ricorda molto il Luke di Episodio IV. Su Jakku troviamo Max Von Sydow (???, in senso positivo), un vecchio amico della Resistenza (???, da quando?), che ha un indizio per ritrovare Luke. Qui conosciamo Poe Dameron, pilota formidabile e spaccone dello spazio (dal punto di vista del sarcasmo e del carisma sarà lui a raccogliere l’eredità di Han Solo) e conosciamo inoltre il nuovo droide BB-8, straordinario, umano, irresistibile (anche se ricorda un vecchio pallone da calcio dell’Adidas). Ah, qui ritroviamo anche il Millennium Falcon, non è cosa da poco.

NUOVI EROI: Siamo su livelli altissimi. Penso sia stato fatto un lavoro magnifico per fondere i vecchi personaggi nei nuovi, trasformandoli negli eroi di domani, almeno per quanto riguarda i “buoni”. Rey come dicevamo ricorda Luke, non solo per le origini umili, ma anche per il potere (la Forza scorre potente in lei). Allo stesso tempo è anche una straordinaria pilota, e alla fine è lei a prendere il posto di Han Solo al fianco di Chewbecca sul Falcon. Poe Dameron è, come detto, un Han Solo meno cinico e più idealista, ma carismatico tanto quanto la nostra canaglia preferita. Quello di Finn invece è un ruolo totalmente nuovo, un assaltatore disertore, che nella scena del castello di Maz Kanata tenta di lasciare la lotta e i suoi nuovi amici per i propri interessi (come voleva fare lo stesso Han Solo in Episodio IV e V), salvo poi ritornare sui suoi passi per salvare Rey. Insomma, è come se Han, uscendo di scena, abbia consegnato qualcosa del suo personaggio ad ognuno dei tre nuovi eroi. Ah, ovviamente mi sono innamorato di Rey, ma questo è un altro discorso.

I CATTIVI: Kylo Ren è un ottimo antagonista. Si potrebbe contestare il suo personaggio dicendo “Eh ma non è all’altezza di Darth Vader”, ma il bello è che è proprio lui stesso a non sentirsi all’altezza del nonno, cosa che si percepisce nel suo monologo con la reliquia di Vader e poi viene sottolineato durante il confronto mentale con Rey. La sua rabbia distruttiva è un tocco in più al personaggio: è un rosicone, come per certi versi lo era Anakin, il quale però tendeva a interiorizzare la rabbia (mentre Kylo Ren non si fa proprio problemi a spaccare tutto). Il fatto poi che il suo vero nome sia Ben, da Ben Kenobi, è qualcosa che frega cazzi ai nuovi fan, ma fa piangere lacrime calde ai nerd come noi. Ad ogni modo il suo è un personaggio tragico e molto bello, che tirerà fuori il suo vero potenziale nei prossimi film, ne sono certo. Il Generale Hux è praticamente un Tarkin più giovane, quanto basta per essere un ottimo pezzo di merda, ambizioso e malvagio al punto giusto. Passiamo alle note dolenti: il Leader Snoke non mi era piaciuto alla prima visione, ma l’ho rivalutato alla seconda. Troppo digitale per i miei gusti, e poi, la grande domanda è: da dove esce fuori un Sith così potente? Dov’era durante la vecchia trilogia? Se è vero che si tratta di Darth Plagueis (di cui sentiamo Palpatine raccontarne la storia in Episodio III) allora tutto torna ed è una figata, se no è un grosso punto interrogativo. Il peggiore di tutti è però Capitan Phasma: si è ricamato molto sopra questo personaggio, la prima donna antagonista in Star Wars, ma in realtà è una pippa incredibile. Nella sua seconda o terza scena, si prende un cartone in faccia da Chewbe e si arrende immediatamente agli ordini di Finn, uscendo dalla saga senza neanche battere ciglio (probabilmente schiacciata dai rifiuti, come propone Han Solo ripensando al fatto che stavano per diventare tutti “magrissimi” in Episodio IV).

VECCHI AMICI: Per scrivere questo paragrafo ho bisogno di qualche fazzoletto, perché già sento le lacrime affacciarsi sui balconi degli occhi. Il primo amico ritrovato è il Millennium Falcon, “un pezzo di ferraglia”, che torna sotto la guida di Han e Chewbe dopo la mirabolante fuga di Rey, Finn e BB-8. I battibecchi affettuosi tra i due vecchi amici contrabbandieri sono scritti divinamente, sembrano uscire fuori direttamente dalla vecchia trilogia, cosa che fa sentire a casa anche noi. Leila è appesantita dalla fatica degli anni, ma i suoi scambi di battute con Han sono la conferma che sì, i nuovi personaggi sono belli e simpatici, ma i nostri amici di sempre sono loro, i vecchi eroi di una volta: invecchiati, affaticati, stanchi, ma pur sempre loro, con quello sguardo, quelle smorfie, quell’aura che ci accompagna da quando eravamo piccoli e sognavamo di vivere avventure come quelle nei film. Infine lui, Luke, che si tira giù il cappuccio della tunica nello stesso modo di Obi-Wan in Episodio IV. Luke non parla, ma il suo sguardo, quel viso così familiare ci fa tornare in mente le avventure di un tempo.

LA FORZA: Questo è un argomento delicato. Luke è l’unico Jedi rimasto, quindi non essendoci in tutto il film è anche normale non sentire quasi mai nessuno parlare della Forza. Ne parla però Maz quando consegna la spada laser a Rey, subito dopo il trip mentale della ragazza, il quale, anche se molto appassionante, a lei deve esser sembrato un po’ una supercazzola. Della Forza ne parla anche Kylo Ren alla stessa Rey, che stavolta quasi si illumina nel sentirne parlare. Mi piace l’idea di questo risveglio del titolo, ed è stupendo sentire che Rey ne parla con Han come se si tratti di un mito, però in fondo sono passati solo trent’anni, per le leggende ci vuole un po’ più di tempo credo (l’idea però che per Rey tutta la storia della Ribellione, di Luke, Han, il Falcon, i Jedi e la Forza sia solo un mito è talmente bella che sticazzi di quanto poco tempo è passato e va bene così). Insomma, la Forza s’è svegliata, ma per gran parte del film ha dormito. Però, come detto, va bene così.

CITAZIONI: J.J. Abrams è un furbetto, ha creato il prodotto perfetto per gettare benzina sul fuoco dell’amore dei vecchi fan (in gran parte ricalcando a livello narrativo praticamente quasi tutta la vecchia trilogia, in particolare Episodio IV): il Millennium Falcon definito da Rey un “pezzo di ferraglia” (stesse parole usate da Luke a Mos Eisley), la rotta di Kessel in meno di 12 parsec, tanti oggetti ad uso e consumo dei fan. Insomma, tanti momenti da deja-vu, ma soprattutto la fusione perfetta tra vecchio e nuovo, rappresentata in maniera secondo me commovente dall’incontro tra i pezzi di mappa di R2D2 e BB-8 (una delle scene più belle dell’intero film, se mi è concesso).

SCENE CULT: Non potevano mancare momenti da consegnare all’immaginario collettivo. Su tutti, inevitabilmente, la scena più potente dal punto di vista emotivo: Han Solo è trafitto e ucciso da suo figlio Ben, che lo abbatte per riuscire a vincere (dal punto di vista negativo) il suo conflitto interiore (c’era ancora del bene in lui, come affermava Leila, e a pensarci come diceva anche Padme a Obi-Wan, nel parlare di Anakin al termine di Episodio III). Da qui la reazione rabbiosa di Chewbecca, che comincia a sparare a tutti, cosa che mi ha fomentato da morire. Tornando alla fine di Solo, il nostro vecchio amico cade nel vuoto così come Luke in Episodio V, così come l’imperatore in Episodio VI. Nel cinema c’è una legge non scritta che recita: niente cadavere, niente morte (viene da pensare a Gandalf…): il punto è che lo Starkiller esplode, e non può proprio esserci possibilità per Han di essersela cavata, anche perché è stato trafitto per bene da una spada laser… La fuga di Finn e Rey a bordo del Falcon è un altro momento da ricordare, poiché ci permette di familiarizzare con due nuovi eroi tramite un amico fidato, il Millennium Falcon appunto. Lo scontro mentale tra Kylo Ren e Rey è strepitoso, qui la ragazza comincia a prendere coscienza dei suoi poteri, qui l’antagonista fa vedere il volto per la prima volta e si mostra impaurito. Poi che altro? Ho “amato” il tragico massacro iniziale su Jakku, l’abbraccio tra Leila e Han, il finale con Luke, la mappa rivelata dai due droidi e praticamente tutto il film dunque. Meno interessante la scena della battaglia al castello di Maz e lo scontro tra Finn e Kylo Ren (devo dire che ho provato un certo fastidio nel vedere un ex-assaltatore come Finn avere il privilegio di tenere in mano la spada laser di Luke Skywalker, infatti le due scene che ho amato meno sono quelle in cui Finn gioca a fare il Jedi: è un po’ come se avessero tolto la fascia di Capitano a Totti per farla indossare a un Torosidis qualunque, per capirci).

DOMANDE: Inevitabili, ecco le domande generate da questo Episodio VII. Innanzitutto, quali sono le origini di Rey? Perché la Forza scorre così potente in lei? Chi è che la ha abbandonata da piccola su Jakku, e perché? Il suo tema comunque è bellissimo, onore a John Williams (non è una domanda, ma avevo dimenticato di dirlo e ci tenevo). Perché non c’è Lando Carlissian? Lo vedremo ancora? E ancora, chi è Snoke? Cosa c’è dietro questo personaggio? Perché Leila non è diventata un Jedi ha già risposto il regista (cercatevi la risposta), ma perché non usa in alcun modo la Forza? Insomma, queste ed altre domande ci assilleranno per i prossimi due anni. Appuntamento al 2017, e che la Forza sia con noi.

sw

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Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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2 risposte a La Forza si è svegliata

  1. Ivan ha detto:

    Tra le domande ne aggiungo altre due: Luke Skywalker ha agiro nel film (è lui a risvegliare “a distanza” R2-D2 (ricordate la mano metallica sul robot in una visione di Rey)? Perchè C-3PO ha un braccio rosso?

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