Recensione “L’età d’oro” (2016)

Se c’è una parola che può descrivere bene l’ultima fatica di Emanuela Piovano, quella parola è: malinconia. Il film, incorniciato dalla splendida bellezza di Monopoli e del suo porto, si rivolge ad un passato magico per alcuni, problematico per altri. La regista vuole omaggiare così Annabella Miscuglio, regista indipendente che la Piovano ha conosciuto, assistito ed amato fino all’ultimo, e alla quale oggi dedica il suo film. Il mare pugliese porta sulle sue onde lontani echi di Cinema Paradiso, che la regista sa però come tenere a bada, preferendo incentrare la pellicola sul ritorno di un uomo tra le persone che lo hanno visto bambino, che dovranno risvegliare in lui non solo i ricordi, ma anche ritrovare la grandezza di una madre che non è mai stato capace di comprendere.

Dopo decenni di incomprensioni con la madre Arabella, Sid torna nel paese che l’ha visto crescere. Si ritrova così circondato dalla malinconica e nostalgica semplicità di quelle persone che gravitano intorno all’arena cinematografica fondata da sua madre e che hanno collaborato con lei durante gli anni più belli. Sid impara lentamente a conoscere e apprezzare la vera natura di una madre forse troppo distante e distratta, ma ammaliante, brillante e appassionata, innamorata del suo lavoro e della vita.

Il film si muove silenziosamente tra il presente (statico, immobile come la macchina da presa che lo racconta) e il passato (dinamico, vitale, come le immagini che lo ricordano): c’è passione nel lavoro di Emanuela Piovano, c’è un finale bellissimo che è forse il sogno proibito di ogni cinefilo, c’è un cineclub che è una sorta di “posto delle fragole”. C’è anche un paese, Monopoli (che chi scrive conosce abbastanza bene), che nella realtà sta rimanendo senza cinema, inghiottito tra un nuovo supermercato, che ha portato alla chiusura del Cinema Etoile, e un locale abbandonato da anni, dove sorgeva una volta il Cinema Radar. Ma questa è decisamente un’altra storia. Nel frattempo nell’Arena si spengono le luci… è tempo di nostalgia, di malinconia, di amore… è tempo di cinema.

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Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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