Una Vita da Cinefilo Magazine – Numero 20

UVDC Magazine 020

Pag. 3 – Editoriale
Eccoci di nuovo qui. Ci eravamo lasciati con il nuovo anno appena iniziato, le luci di Natale ancora accese sui balconi e tanto cinema da leggere. Ci ritroviamo con una strana primavera che sta lentamente aprendo le porte all’estate, pantaloncini corti che escono dal cassetto e, neanche dirlo, tanto cinema da leggere. Cinque mesi da raccogliere significano un numero 20 pienissimo di articoli e recensioni, dalla sorpresa “Tangerine”, perla del Sundance senza distribuzione in Italia, al pilot di “Vinyl”, una delle serie tv dell’anno. Ma ci sarà molto di più, tra cui una Top 20 dedicata interamente a François Truffaut e il ritorno della rubrica che ha dato il nome a questo blog (e al magazine). In copertina un film che sarà in sala solo il 30 maggio, ma che ogni amante del cinema dovrebbe vedere: il meraviglioso documentario “S is for Stanley”, che è anche l’approfondimento di apertura di questo numero. Buona lettura!

Pag. 5 – Anteprime
S is for Stanley: Alex Infascelli porta sullo schermo il bellissimo libro di Filippo Ulivieri, traendone un documentario che, seppur costruito su una lunga intervista, riesce a toccare le corde dello spettatore con la sua umanità, con l’appassionante e sincero ricordo di un uomo comune catapultato in un mondo straordinario: Emilio D’Alessandro (vai alla pagina)

Tangerine: Interamente girato con alcuni IPhone, una steadycam e un’app da 8 dollari, si tratta di uno dei film più applauditi lo scorso anno al Sundance. Il cinema indipendente americano arricchisce la sua collana con una nuova perla, girata interamente in esterni, con luce naturale, e arricchita da una saturazione dei colori che rende il caldo Natale di Los Angeles ancora più surreale (vai alla pagina)

Pag. 8 – Recensioni
Nice Guys: Shane Black conferma il suo talento per quelli che gli americani chiamano “buddy movies”, mescolando il noir losangelino, il poliziesco e il cinema d’azione in un frullatore pieno di ironia (vai alla pagina)

Where to invade next: Michael Moore torna dietro la macchina da presa dopo sei anni e stavolta riesce nell’impresa di realizzare un documentario sugli Stati Uniti senza aver girato un solo fotogramma sul territorio statunitense. L’idea di base è a dir poco geniale: il Pentagono, stufo di perdere guerre, chiede al regista di occuparsi lui stesso di invadere nuovi territori in nome dell’America (vai alla pagina)

L’età d’oro: Se c’è una parola che può descrivere bene l’ultima fatica di Emanuela Piovano, quella parola è: malinconia. Il film, incorniciato dalla splendida bellezza di Monopoli e del suo porto, si rivolge ad un passato magico per alcuni, problematico per altri. La regista vuole omaggiare così Annabella Miscuglio, regista indipendente che la Piovano ha conosciuto, assistito ed amato fino all’ultimo, e alla quale oggi dedica il suo film (vai alla pagina)

Mistress America: Se con il meraviglioso “Frances Ha” Noah Baumbach e Greta Gerwig erano riusciti a scrivere, con leggerezza ed ironia, una sorta di manifesto dei trentenni di oggi, stavolta il duo più apprezzato del cinema indie statunitense completa la ricerca su questa generazione a metà strada tra desiderio e fallimento, con una pellicola capace senza troppi fronzoli di raccontare l’imperfezione degli esseri umani (vai alla pagina)

Il condominio dei cuori infranti: Sei solitudini, ognuna diversa a suo modo, si incontrano (a coppie): Samuel Benchetrit mette in scena l’assurda teatralità della vita, dove ogni individuo è un’isola in attesa di un naufrago. Attraverso un anonimo condominio di una qualunque periferia francese, il film racconta la banlieue allontanandosi dai cliché tipici del genere, concentrandosi sul lato umano di sei personaggi in cerca d’autore (vai alla pagina)

Suffragette: Se la musica aveva già affrontato la storia delle Suffragette, il cinema al contrario ha soltanto sfiorato l’argomento senza mai soffermarsi sulla storia di questo movimento, sui sacrifici e sulla straordinaria forza d’animo di queste donne eccezionali. Lo fa, e anche piuttosto bene, Sarah Gavron, con una pellicola che sprigiona desideri di giustizia e uguaglianza di diritti per ogni essere vivente (vai alla pagina)

Brooklyn: Il terzo film dell’irlandese John Crowley è una sorta di diesel: impiega una buona mezzora prima di ingranare, ma quando parte è capace di creare suspense per tutto il resto del film. Merito anche della brava Saoirse Ronan, ormai cresciuta dai tempi di “Espiazione”, finalmente in grado di sostenere un film sulle sue spalle, sulla sua sottrazione, sulle piccole sfumature del suo viso (vai alla pagina)

Zoolander 2: Nella scena d’apertura (già vista nel trailer, quindi non stiamo spoilerando nulla) c’è Justin Bieber inseguito e poi ucciso da due motociclisti: prima di morire però riesce a condividere un selfie su Instagram. L’incipit sembra geniale, ma purtroppo resterà una delle poche scene davvero riuscite di tutto il film (vai alla pagina)

The Hateful Eight: Una lentissima carrellata all’indietro svela un crocifisso immerso nella neve fresca: una diligenza è in arrivo alle sue spalle. Quentin Tarantino, in questo suo ottavo film, fa incontrare un racconto di Agatha Christie e le sue Iene, bloccandoli tutti insieme in una locanda del vecchio west. Fuori c’è una violentissima bufera di neve. Quel che ne esce fuori è qualcosa di completamente nuovo e al tempo stesso decisamente classico, certamente bellissimo (vai alla pagina)

Il caso Spotlight: Questo è uno di quei film per il quale è bello amare il cinema. Quando, seduto su quella poltroncina, senti tuoi il sonno, la fatica, la stanchezza, l’adrenalina, la passione, la caparbietà e tutte le sensazioni e le emozioni che provano i protagonisti della pellicola in questione. La grandezza del film di Tom McCarthy è tutta qui: sa trasmettere la stessa passione provata dai suoi eccelsi protagonisti (vai alla pagina)

Pag. 19 – Speciali
Loving Vincent: Il primo trailer di “Loving Vincent” è probabilmente la cosa più bella che vedrete oggi. Si tratta del primo film interamente dipinto, fotogramma per fotogramma, della storia del cinema: dodici dipinti ad olio al secondo, realizzati da oltre cento pittori addestrati a dipingere nello stile inconfondibile di Vincent Van Gogh (vai alla pagina)

Vinyl: Su queste pagine non si parla spesso di serie tv, lo so io, lo sapete (forse) anche voi. Ma qui ci troviamo di fronte ad un episodio pilota di 110 minuti, diretto da Martin Scorsese e prodotto dallo stesso regista in collaborazione con sua maestà Mick Jagger. Per di più, è uno dei migliori episodi pilota che abbia mai visto (vai alla pagina)

Top 20 – François Truffaut: François Truffaut è uno dei registi più amati tra queste pagine, forse il più amato di tutti. In questa lista (che non è una Top 20 vera e propria, visto che i film sono 21…) sono elencati tutti e ventuno i lungometraggi diretti dal regista francese in ordine di preferenza personale (vai alla pagina)

Pag. 22 – Diario cinematografico
Per tutti i nerd del cinema c’è un sito che permette di creare un vero e proprio diario cinematografico, un listone con tutti i film visti giorno per giorno, con data, voto e la possibilità di inserire anche due righe a proposito. Qui c’è la nostra lista degli ultimi mesi, qual è la vostra? (vai alla pagina)

Pag. 23 – CineTweet
Una selezione dei nostri tweet cinematografici più interessanti degli ultimi mesi (vai alla pagina)

Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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