Tutte le citazioni di “Stranger Things”

Sembra essere diventato il gioco dell’estate: cogliere più citazioni possibili dal nuovo fenomeno televisivo della stagione, l’acclamato e meraviglioso “Stranger Things”, nuova serie tv targata Netflix, capace di trasportarci, nel giro di otto episodi, nei nostri amatissimi anni 80. Sono davvero innumerevoli le citazioni disseminate tra le varie scene di questa serie tv: abbiamo provato a raccogliere qui tutti i riferimenti che siamo riusciti a trovare (e, mi raccomando, se ne avete altri da aggiungere potete continuare la lista sui commenti). Cominciamo a giocare, in rigoroso ordine alfabetico (e fate attenzione, perché quanto segue è pieno zeppo di spoiler, siete avvisati!).

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Alien: Senza dubbio, una delle citazioni più palesi. Quando nell’ultima puntata il povero Will viene trovato con una sorta di mostro alieno all’interno della sua bocca, è impossibile non pensare al film di Ridley Scott, per non parlare del modo in cui Hopper si china su un enorme uovo dischiuso, altro riferimento alla saga di “Alien”.

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Apocalypse Now: Nel quarto episodio, un attimo prima che Nancy venga chiamata dalla preside per essere interrogata dalla polizia a proposito della scomparsa di Barb, la professoressa sta leggendo alla classe “Cuore di tenebra”, il romanzo di Joseph Conrad che ha ispirato il film di Francis Ford Coppola (1979).

Blow Up: C’è addirittura un omaggio a Michelangelo Antonioni, abbastanza palese nella scena in cui Jonathan e Nancy ingrandiscono il dettaglio della fotografia di Barb per cercare di identificare la presenza alle spalle della ragazza. Impossibile non pensare a David Hammings che ingrandisce il dettaglio della pistola all’interno di una sua fotografia. Anche l’immagine di Jonathan che “ruba” fotografie da dietro un cespuglio non può non rimandare alla stessa immagine del protagonista di “Blow Up” (1966).

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Carrie lo sguardo di Satana: Stephen King è senza dubbio uno dei grandi ispiratori della serie. Così come Carrie, anche Eleven è dotata di poteri paranormali e, come la protagonista del film di Brian De Palma del 1976, anche la giovane Eleven ha un carattere timido e quieto finché non viene provocata… Ragazze letali.

la Casa: Il poster del filmone di Sam Raimi (1981) campeggia in bella vista nella stanza di Jonathan. Ma non solo: c’è un’inquadratura alle spalle del dondolo bianco nella veranda di casa di Joyce che è identica a quella del dondolo nella veranda della casa del film di Raimi. Ad ogni modo quel dondolo di legno sulla destra della veranda non può trovarsi lì per caso…

la Cosa: Il poster del film di John Carpenter del 1982 campeggia in bella vista nel seminterrato dove Mike nasconde Eleven, inoltre nel nono episodio, quando Dustin telefona a casa del professor Clarke per chiedergli come si costruisce una vasca di deprivazione sensoriale, il professore sta guardando in tv proprio questo film.

Dark Crystal: Il poster del film del 1982 di Frank Oz e Jim Henson è appeso nella cameretta di Mike.

Explorers: Ragazzini che comunicano tra di loro tramite walkie talkie? Ricorda decisamente i tre giovani protagonisti del bellissimo “Explorers” (1985) di Joe Dante.

E.T. L’extraterrestre: Il padre di tutte le citazioni.Ci si potrebbe scrivere un articolo a parte, soltanto tenendo conto del rapporto tra il film di Spielberg del 1982 e ST. I riferimenti più evidenti? Senza dubbio il rapporto tra Mike e Eleven è decisamente simile a quello tra Elliott e E.T., e indovinate a cosa gioca Elliott all’inizio del film? Ovviamente a Dungeons & Dragons, proprio come fanno i quattro amici all’inizio della serie. Elliott nasconderà E.T. nell’armadio della sua stanza, come farà Mike con Eleven, e la stessa El, una volta rimasta sola, accenderà il televisore di casa (proprio come fa E.T.). Altra citazione? Mike finge di star male per non andare a scuola e lavorare al suo piano per salvare Will, stesso espediente usato da Elliott per saltare le lezioni e poter conoscere meglio il suo misterioso ospite. Eleven indossa una parrucca bionda, così come E.T. in una piccola scena del film di Spielberg. E ancora, ovviamente, la fuga finale in bicicletta, con E.T. che fa volare le bici sopra il posto di blocco della polizia, molto simile alla corsa in bici dei quattro amici e al furgone che Eleven fa volare, dando il via libera alla loro fuga.

Fenomeni paranormali incontrollabili: Film del 1984 di Mark Lester, tratto, neanche a dirlo, da un romanzo di Stephen King. La piccola Charlie, bambina dai poteri paranormali, ha molto in comune con Eleven di ST. A partire dalla cuffia piena di elettrodi che gli agenti del governo le mettono in testa per studiare la sua attività cerebrale e, senza dubbio, viene da qui anche l’idea del sangue dal naso in seguito all’utilizzo dei poteri mentali.

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i Goonies: Parliamo di uno dei capisaldi del cinema degli anni 80, nonché uno dei grandi punti di riferimento di ST, dai costumi all’atmosfera: quando un gruppo di ragazzini si lancia in un’avventura pericolosa, senza l’aiuto degli adulti, non si può non pensare al capolavoro di Richard Donner (1985). In particolare il personaggio di Dustin fa pensare molto a Chunk (quando gli viene chiesto di “fare quella cosa con le braccia”, fa pensare in qualche modo alla danza del ventre del più goffo dei Goonies), sia per la simpatia che per la fisionomia. E quando Dustin trova la scorta di budini al cioccolato nella mensa scolastica è impossibile non pensare ai gelati trovati da Chunk nel magazzino del ristorante (dove oltre ai gelati trovava anche un cadavere). Inoltre il bullo dei Goonies si chiama Troy, proprio come il bullo di ST e il personaggio di Barb ricorda moltissimo quello di Stef. Ancora: in entrambi i titoli in questione c’è una sorta di triangolo amoroso adolescenziale con il ricco figlio di papà, la borghese perfettina e il fratello maggiore di uno dei ragazzini. Un caso? Probabilmente no.

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Guerre Stellari: Citatissimo già in “E.T.”, figurarsi se poteva non essere citato anche qui. Le citazioni si sprecano davvero: Mike imita la voce di Yoda dicendo a Eleven “Ready are you? What know you of ready?”, stessa frase usata dal maestro Jedi nei confronti di Luke Skywalker ne “L’impero colpisce ancora”. In un’altra scena Dustin cerca di convincere Elle a far volare il Millennium Falcon con la forza del pensiero (cosa che la ragazza farà senza grandi difficoltà una volta rimasta sola a casa). E ancora, probabilmente la citazione più bella tratta dalla saga di Lucas, è in quel reiterato “Lando! Lando!” da parte sempre di Dustin, temendo che il capo della polizia Hopper possa tradirli proprio come fa Lando Carlissian nei confronti di Han Solo e compagni, sempre ne “L’impero colpisce ancora”. Ancora Dustin afferma due volte “I’ve got a bad feeling about this”, stessa espressione usata da Han Solo in ogni Episodio di Star Wars in cui compare. Aggiungerei anche che uno dei protagonisti di ST si chiama Lucas, non credo proprio si tratti di una coincidenza…

Halloween: John Carpenter è sicuramente uno dei punti di riferimento della serie. La musica, con le sue suggestioni synth, omaggia chiaramente il regista di “Halloween”. Il cognome di Will, Byers, fa subito pensare al Michael Myers del magnifico horror del 1978, inoltre, in una scena in cui Lucas e Dustin parlano di Elle, poco dopo averla incontrata, i due amici teorizzano che possa essere fuggita da un ospedale psichiatrico, facendo il nome proprio del terrificante Myers.

He-Man e i dominatori dell’universo: Quando Eleven accende il televisore si vede una parte della sigla di uno dei cartoni animati più amati degli anni 80, altro riferimento a quella cultura nella quale sono cresciuti i trentenni/quarantenni di oggi.

Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo: Se “E.T.” è il padre di tutte le citazioni, il film di Spielberg (ancora lui) del 1977 è senza dubbio la madre. Quando si vede Joyce che monta tutte quelle luci in casa, seguendo il proprio istinto apparentemente folle, come si fa a non pensare a Richard Dreyfuss in vestaglia che sradica piante e radici dal suo giardino per ricostruire in casa l’oggetto della propria visione? E le luci natalizie di casa Byers, come non possono ricordare le luci colorate dell’astronave del film di Spielberg? E ancora, la sorellina di Mike che cammina da sola per casa, seguendo le luci, finendo poi nella stanza di Will, come può non far pensare al bimbo di “Incontri Ravvicinati”, che di notte cammina per casa da solo, seguendo il richiamo dei giocattoli animati e delle luci aliene?

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It: Stephen King è uno degli autori più omaggiati da ST, basti dare un’occhiata al carattere usato per il titolo, praticamente identico a quello di molti libri dello scrittore statunitense. C’è una scena, durante un flashback all’interno della Castle Byers, in cui Joyce domanda a Will: “Non hai più paura dei pagliacci?”. Nell’ultimo episodio inoltre, il tentativo di Lucas di usare una fionda per colpire il mostro, è chiaramente un riferimento allo scontro tra i giovani protagonisti di “It”  e Pennywise.

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Karate Kid: Nello scontro tra Jonathan e Steve (episodio 6), quando quest’ultimo ne prende di santa ragione, il suo amico Tommy cerca di allontanare il fratello di Will urlandogli “He’s had enough, man! I said he’s had enough!” (“Ne ha avute abbastanza!”), stessa frase detta da uno dei bulli nel film del 1984 di John G. Avildsen, quando Daniel viene gonfiato di botte durante la notte di Halloween, prima di essere salvato dal maestro Miyagi. L’ambientazione della scena di lotta in ST, fa inoltre pensare moltissimo a quella di un altro scontro, quello tra Roddy Piper e Keith David in Essi Vivono di John Carpenter (1988).

Mamma ho perso l’aereo: Forse è un riferimento forzato, ma il modo in cui Nancy e Jonathan preparano le trappole per attirare il mostro in casa dei Byers ricorda troppo da vicino la meticolosità con cui il piccolo Kevin disseminava trappole per impedire ai ladri di entrare in casa McAllister, nel film di John Hughes (1990).

Minority Report: Ancora un film di Spielberg, ma molto più recente (2002). Eleven immersa nella vasca di deprivazione sensoriale ricorda moltissimo la Agatha di “Minority Report”, anch’essa con i capelli rasati, anch’essa dai grandi poteri mentali, anch’essa capace di trasmettere le sue visioni mentre è distesa in una grande vasca.

The Mist: Torniamo a Stephen King, e in questo caso anche al bel film di Frank Daramond del 2007. Nell’episodio 4 di ST un uomo, collegato a un cavo, si introduce nel buco del muro dei laboratori Hawkins che, scopriremo poi, conduce al Sottosopra. Il cavo però, sotto gli occhi di Brenner e degli altri scienziati della Hawkins, verrà tirato indietro e di lui non resterà niente. La stessa scena avviene appunto in “The Mist”, quando un volontario decide di legarsi a una fune per uscire dal supermercato dove si sono rifugiati i sopravvissuti. Inutile dire che la fune tornerà indietro insanguinata, senza più alcuna traccia dell’uomo.

Nightmare – Dal profondo della notte: In questa carrellata di citazioni non poteva mancare un altro maestro degli anni 80: Wes Craven. Il modo in cui il mostro deforma il muro di casa Byers cercando di uscire è un omaggio alla sagoma di Freddy Krueger che deforma il muro sopra la sua vittima dormiente nel film di Craven del 1984. Anche il rogo finale del mostro di ST ricorda molto il rogo in cui si dimena Krueger nella prima parte del film.

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Poltergeist: Uno dei riferimenti diegetici più evidenti: Joyce porta a Will i biglietti del cinema per andare a vedere il film di Tobe Hooper (1982). Inoltre il modo in cui la stessa Joyce comunica con Will ricorda moltissimo la comunicazione tra i Freelings e la piccola Carol Anne, anche lei tra l’altro intrappolata in una sorta di altra dimensione.

il Ribelle: Il cinema, sulla cui insegna campeggia in bella vista l’insulto a Nancy nella penultima puntata, ha in programmazione il film di Michael Chapman (1983) con Tom Cruise.

Ritorno al Futuro: Questa è una delle citazioni più difficili da trovare. Nell’ultimo episodio Eleven affronta il mostro all’interno di un’aula scolastica, lanciandolo contro una lavagna per poi distruggerlo (?). Bene, sopra la lavagna c’è un orologio da parete, sapete che ora indica? Le 22.04! Esatto, proprio la stessa identica ora in cui il fulmine si abbatte sull’orologio di Hill Valley nel 1955, permettendo a Doc di far tornare Marty indietro nel futuro!

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Rusty il selvaggio: Nel quinto episodio, quando Nancy trova la mazza da baseball per affrontare la caccia al mostro, sopraggiunge Steve che le propone di andare al cinema a vedere il film di Francis Ford Coppola (1983), commentando anche che il protogonista (Matt Dillon) gli somiglia.

Scanners: Di persone uccise con la forza del pensiero ne abbiamo? Decisamente sì. Il modo in cui Eleven si sbarazza degli agenti governativi non può non far pensare al magnifico Michael Ironside nel film di David Cronenberg (1981).

Schegge di Follia: In una scena del quinto episodio, nel mezzo di due inquadrature su Joyce, c’è Nancy che cerca una mazza da baseball e la macchina da presa si sofferma su un set di mazze da croquet. Niente di strano, se non fossero state usate in moltissime scene di questo film del 1989 di Michael Lehmann, che vede come protagonista proprio Winona Ryder.

Scream: Saranno moltissimi i film in cui un ragazzo entra di notte nella camera di una ragazza passando dalla finestra, ma nella scena in cui Steve entra nella stanza di Nancy ci sono moltissime similitudini con il film di Wes Craven (1996). Oltre all’entrata clandestina dalla finestra e il bacio sul letto, c’è un riferimento piuttosto evidente: sia lo Steve di ST che il Billy di “Scream” prendono un orsacchiotto di peluche dal letto della loro rispettiva ragazza e lo fanno parlare. Probabilmente non è un caso.

Scuola di mostri: Uno dei film per ragazzi più sottovalutati degli anni 80. Una sorta di Goonies in cui un gruppo di ragazzini esperti di mostri sono gli unici in grado di combattere contro l’arrivo di Dracula, l’Uomo Lupo, la Mummia, Frankenstein e il Mostro delle Paludi. Ogni film con pre-adolescenti uniti in una missione pericolosa appartiene all’immaginario degli anni 80 e, anche se questo film di Fred Dekker (1987) non ha riferimenti diretti con ST, il mood è sempre quello.

Shining: Ancora Stephen King, inevitabilmente. Forse è un riferimento casuale, ma ogni volta che c’è un’ascia in una scena in interni, è impossibile non pensare a Jack Torrance e al capolavoro di Stanley Kubrick (1980).

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il Signore degli Anelli: Anche se non è una pellicola appartenente all’immaginario collettivo degli anni 80, quella di Peter Jackson (e l’opera di Tolkien in generale) viene citata a più riprese. Il luogo in cui Will sparisce è chiamato “Bosco Atro”, una delle foreste più importanti della Terra di Mezzo, e il rapporto tra i ragazzi ricorda molto quello tra gli hobbit di Tolkien: il senso del sacrificio, l’amicizia fraterna. In particolar modo c’è la scena del risveglio di Will nel letto d’ospedale che è assolutamente identica alla scena in cui Frodo si risveglia nel letto alla fine de “Il ritorno del Re”: da un lato ci sono Mike, Dustin e Lucas a saltellare e raccontare le proprie gesta, dall’altro ci sono Sam, Pipino e Merry.

Stand by me: Ancora Stephen King. Il film di Rob Reiner (1986) è un altro grande punto di riferimento per ST. Quattro ragazzini in un bosco, alla ricerca di qualcosa/qualcuno. L’omaggio più grande è senza dubbio la camminata che i quattro fanno lungo i binari del treno, senza dubbio un riferimento ad una delle scene più celebri del film di Reiner. Inoltre il quarto capitolo di ST si intitola “The Body”, stesso nome del racconto di King dal quale è stato tratto “Stand by me”.

Stati di allucinazione: Nel film di Ken Russell (1980), William Hurt conduce degli esperimenti su se stesso restando in sospensione dentro una vasca di deprivazione sensoriale. Impossibile non pensare agli esperimenti condotti su Eleven dal professor Brenner.

lo Squalo: L’alone di Steven Spielber è praticamente ovunque in questa serie. Il suo squalo del 1975 è presente sotto forma di poster nella stanza di Will, ma le citazioni non finiscono qui: il mostro di ST è attratto dal sangue, e non può essere un caso quella scena in cui Barb, seduta sul bordo della piscina, fa cadere alcune gocce di sangue in acqua. Subito dopo farà una brutta fine… Lo squalo, come animale, è presente inoltre anche in un libro sui predatori citato da Nancy a Jonathan.

Twin Peaks: La serie culto di David Lynch è citata nel finale di stagione di ST, quando Will, davanti allo specchio del bagno, si ritrova per un momento di nuovo nel Sottosopra, e sputa i germi di un nuovo male nel lavandino. Nel finale di “Twin Peaks” (1990) c’è invece Cooper che guarda nello specchio del bagno, vedendo riflesso Bob (così come Will, sembra che il male si stia impossessando di lui).

Under the skin: Uno dei riferimenti più recenti e senza dubbio inaspettati. Così come Eleven quando entra nella vasca di deprivazione sensoriale in ST, anche Scarlett Johansson nel film di Jonathan Glazer (2013) si muove in un’altra dimensione liquida e totalmente buia.

Informazioni su AlessioT

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4 risposte a Tutte le citazioni di “Stranger Things”

  1. Fabio ha detto:

    Ottima lista. aggiungerei per completare Akira di Otomo e stati di allucinazione di Ken Russel con w. hurt.

  2. Trippinton ha detto:

    Ciao, io, per quanto riguarda Nightmare on Elm Street, ci ho visto più che altro il piano che i due ragazzi attuano per cercare di fermare il mostro.
    L’attirarlo fuori dalla sua dimensione per poi stordirlo, menarlo e infine dargli fuoco è la stessa tattica utilizzata da Nancy nel film di Craven.

  3. Pierluca ha detto:

    Io ci metterei anche un tributo a River Phoenix…. il fratello di Will è praticamente uguale a lui, sia fisicamente che nel look…

  4. leggiunlibroepoimuori ha detto:

    Così al volo mi vengono in mente: Sacco a pelo a tre piazze (le birre bevute bucando il fondo della lattina), Ghostbusters (l’agente governativo che si ferma col sondino nel capanno, di fronte ai residui melmosi del mostro, ed esclama “Straordinario”) e c’è qualcosa anche di Alterazione genetica

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