Capitolo 217

Ultimo capitolo del 2016. Questa mattina ci siamo risvegliati in una galassia senza la Principessa Leila. Per quel che possa valere, questo capitolo è dedicato a Carrie Fisher.

Rogue One (2016): Non avrei mai pensato che mi sarei emozionato così tanto per uno spin off di “Star Wars”. “Rogue One” vive di vita propria e, cosa bellissima, ha un’anima. Sul finale mi sono venuti gli occhi lucidi, ma dopo la notizia di ieri sono certo che rivedendolo oggi piangerei come una fontana. Bellissimo.

Blue Jay (2016): La bella notizia di questo dicembre è che finalmente Netflix apre le porte al mio amatissimo Mumblecore (una branca del cinema indipendente alla quale ho dedicato un articolo qui). Il film, prodotto dai Duplass, è un tenero e dolce incontro casuale tra due ex fidanzatini del liceo che non si vedevano da vent’anni. Tante parole, ricordi e un finale che fa battere il cuore. Una delle migliori new entry del catalogo Netflix.

Paterson (2016): A proposito di cinema indipendente, Jim Jarmusch è uno di quelli che più di tutti hanno diritto di essere associati a tutto ciò. “Paterson” è vita quotidiana, dove anche in una routine si può riservare un piccolo spazio al bello, alla meraviglia delle piccole cose, alla poesia. Il film ti fa venire voglia di camminare per quelle strade, bere una birra in quel bar, salire su quell’autobus, vivere con quella gente. Che bellezza.

Invito a cena con delitto (1976): Ogni tanto sbuca fuori un classico che non avevo mai visto. Questa commedia sembra un punto d’incontro tra il cinema di Mel Brooks e i romanzi gialli che un po’ tutti, prima o poi, tengono sul comodino in attesa di esser letti in una serata d’inverno. Il cast è magnifico (Alec Guinness, Peter Sellers, Truman Capote!) e si ride parecchio. Alcuni giochi di parole non superano la prova del doppiaggio, ma tant’è.

Robin Hood Principe dei Ladri (1991): Uno dei più antichi ricordi cinematografici del sottoscritto. Venticinque anni or sono andai al cinema con mio padre, che però non aveva fatto i conti con la difficoltà di trovare un parcheggio vicino al cinema Adriano. Per questo motivo entrammo al cinema alla fine del primo tempo. Insomma, la prima volta che ho visto questo film l’ho cominciato dal secondo tempo, per poi restare in sala anche per lo spettacolo successivo (che tempi!). Questo film è anche stata la prima videocassetta ad entrare nel mio videoregistratore. Detto ciò, dopo 25 anni posso affermare che non supera assolutamente la prova del tempo, ma resterà comunque sempre un cult (e Alan Rickman è magnifico). Ho scoperto ad ogni modo che il film è stato ridoppiato in maniera vergognosa (per fortuna dopo un quarto d’ora ho recuperato la versione italiana originale). Da bambino volevo essere Kevin Costner.

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Informazioni su AlessioT

Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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