Attualmente al Cinema

Una selezione dei film attualmente nelle sale italiane. Aggiornato al 26 febbraio 2015

Vizio di forma: Prendete un romanzo di Bukowski, “Pulp”, ad esempio. Prendete personaggi assurdi che sembrano usciti dalla testa dei fratelli Coen. Metteteci dentro la Los Angeles hippie de “Il grande Lebowski”, un intreccio noir ingarbugliato come ne “Il grande sonno” e condite il tutto con lo stile visivo di un magnifico Paul Thomas Anderson, che per la prima volta porta sullo schermo un romanzo di Thomas Pynchon.
VOTO 8

Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza: Il regista svedese Roy Andersson chiude la sua tragicomica trilogia dedicata agli esseri umani. Le trentanove scene di cui è composta la pellicola sembrano una riflessione sull’esistenza umana elaborata da un osservatore esterno, seduto in alto a guardare tutte le assurdità e le ambiguità dei personaggi che vivono lo spazio sottostante. Leone d’Oro a Venezia.
VOTO 7

Il segreto del suo volto: Storia potente, attori perfetti, ottima regia, finale bellissimo. Nelly, sopravvissuta ad Auschwitz, subisce un intervento chirurgico al volto e diventa irriconoscibile. A Berlino si mette sulle tracce del marito, che non la riconosce, ma notando una somiglianza con la moglie le chiede di assumerne l’identità per mettere le mani sull’eredità. Lei accetta, vuole sapere se lui la ama ancora o se è vero che l’ha tradita. Nina Hoss magnifica, film bellissimo dai richiami hitchcockiani.
VOTO 7,5

Whiplash: Un film di sforzi fisici e psicologici, di sangue e sudore, di musica e anima. Quando “Full Metal Jacket” incontra il mondo del jazz: il rapporto di amore e odio tra l’inflessibile direttore di un’orchestra e un giovane batterista determinato a diventare grande. Colpi di bacchetta e scontri verbali, il ritmo, ovviamente, non può mancare.
VOTO 7,5

Selma: Raccontare lo storico “Bloody Sunday” del 1965 e la lotta degli afroamericani per il diritto di voto senza apparire mai retorici o banali è possibile: a farlo è la regista americana Ava DuVernay, soltanto al terzo film, ma già esperta nel saper dosare gli ingredienti giusti al fine di raccontare una grande storia.
VOTO 6,5

Birdman: Alejandro Gonzalez Inarritu si avventura nel labirinto fisico e psicologico di Broadway insieme ai virtuosismi della sua macchina da presa: il risultato è un progetto ambizioso che non può che destare ammirazione e meraviglia in chi lo vive. Senza dubbio il miglior film di questo inizio 2015.
VOTO 8,5

Turner: Mike Leigh realizza un film che lascia divisi: troppo ben fatto per non piacere e al tempo stesso troppo lungo per essere apprezzato pienamente. Certamente un biopic su William Turner, “il pittore della luce”, non poteva che lasciare negli occhi un uso meraviglioso della fotografia, ed è forse questo l’elemento di maggior prestigio in tutti i lunghissimi 140 minuti di film.
VOTO 6,5

Il nome del figlio: Tratto da una commedia teatrale francese, poi divenuta film in patria nel 2012, la divertente cena tra amici viene proposta ora anche in Italia, sotto la direzione di Francesca Archibugi, che torna dietro la macchina da presa 7 anni dopo il bellissimo “Questione di Cuore”. Quello italiano è sì un remake vero e proprio, ma al tempo stesso riesce ad adattare il tema portante della piece ai costumi culturali e sociali del nostro Paese.
VOTO 6,5

Still Alice: Julianne Moore giganteggia in un film drammatico diretto dal duo Glatzer – Westmoreland. Una professoressa di linguistica, stimata professionista, viene colpita da una rara forma di Alzheimer precoce. Il suo rapporto con il marito, con i tre figli, con il lavoro e soprattutto con se stessa cambia totalmente. Si può continuare a vivere dignitosamente, anche se la malattia ti sta portando via tutto?
VOTO 6,5

The Imitation Game: La storia del matematico Alan Turing, padre dell’informatica, e del lavoro da lui svolto durante la Seconda Guerra Mondiale per decriptare il codice tedesco Enigma, decisivo per le sorti del conflitto. Funziona meglio la parte su Turing matematico piuttosto che le sequenze sulla sua vita privata. Benissimo gli attori e in più c’è da segnalare una scena da brividi.
VOTO 6,5

American Sniper: Clint Eastwood, una volta cecchino infallibile nella scelta delle sceneggiature da realizzare, fallisce nuovamente il colpo per il rilancio e ormai il ricordo del suo ultimo film veramente bello è piuttosto lontano nel tempo.
VOTO 5,5

Il sale della terra: Wim Wenders curatore di una enorme “mostra” dedicata al fotografo brasiliano Sebastiao Salgado. Lo stesso fotografo fa da cicerone e da nostra guida personale attraverso la sua vita, i suoi scatti, i suoi progetti, con cui ha raccontato il nostro pianeta. Una bellissima esperienza.
VOTO 7

Boyhood: Richard Linklater realizza il suo film definitivo. Mentre sperimentava  il binomio tra lo scorrere del tempo e lo sviluppo dei personaggi  nella celebre trilogia dei “Before”, il regista stava già preparando il suo capolavoro, un film che racconta, attraverso una vita piuttosto comune, la Vita in senso generale, esperienze che appartengono più o meno a tutti noi, ai nostri ricordi, al nostro passato, alla nostra sensibilità.
VOTO 9

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