Recensione “Si alza il vento” (“Kaze tachinu”, 2013)

“Si alza il vento, dobbiamo provare a vivere”: il verso di Paul Valery accompagna i sentimenti e le emozioni dell’ultima pellicola della carriera di Hayao Miyazaki, forse la più adulta e la più commovente di tutta la sua straordinaria filmografia. Il maestro d’animazione giapponese per la prima volta racconta la storia di un personaggio veramente esistito, Jiro Horikoshi, ingegnere aeronautico della Mitsubishi, sognatore dal cuore puro, costruttore di meravigliosi prodigi tecnologici talvolta usati dall’uomo nella maniera sbagliata (i suoi aerei furono infatti utilizzati dall’esercito giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale). Quello raccontato da Miyazaki è uno spettacolare volo tra le emozioni della vita, tra le passioni e le ambizioni di un uomo e l’amore incondizionato per una donna devota.

Il piccolo Jiro sogna di pilotare aeroplani ma è miope e per questo non potrà mai diventare pilota. Una notte però gli appare in sogno il celebre ingegnere italiano Gianni Caproni, che gli dice che progettare aerei è ancora meglio che pilotarli, perché significa rendere reale il più grande sogno dell’essere umano: volare. Jiro diventa grande, studia ingegneria e finalmente entra a lavorare nella sezione aeronautica della Mitsubishi. Qualche anno dopo Jiro si troverà a vivere tra meravigliose creazioni da affidare al cielo e le crudeli assurdità della guerra, tra la gioia dell’amore per la dolce Nahoko e l’impotenza di poter stare costantemente al suo fianco. Ma quando si alza il vento, bisogna provare a vivere…

Miyazaki ha il grande talento di saper raccontare con tenerezza e semplicità una storia ricca di testi e sottotesti, di metafore, di riferimenti alla storia e alla cultura (ad esempio gli omaggi all’espressionismo tedesco e a Thomas Mann). Vedere un film di Miyazaki diventa così un appuntamento con il nostro lato più sensibile, più emotivo, capace di risvegliare in ogni sua sfumatura la nostra voglia di vivere, talvolta assopita dagli sbadigli della quotidianità. Realizzare i propri sogni, amare e lasciarsi amare, tentare di proseguire il cammino sull’ardua via del vivere: è questo il regalo di Miyazaki all’umanità. Noi non possiamo che raccoglierlo con una lacrima e un sorriso. Grazie di tutto Maestro Hayao.

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Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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Una risposta a Recensione “Si alza il vento” (“Kaze tachinu”, 2013)

  1. Onesto e spietato ha detto:

    Non posso che condividere il grande grazie che mandi al maestro Miyazaki. “Si alza il vento” (http://goo.gl/XW69C9) è una vera perla. Miyazaki vola alto e ci regala il suo film più onirico e reale, forse anche il più bello.

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