Recensione “Nice Guys” (2016)

Le strane coppie al cinema, alcune più, alcune meno, hanno sempre funzionato piuttosto bene. Non è un caso che Shane Black, il regista, si sia fatto un nome come creatore di una delle “strane coppie” più famose del cinema d’azione, ovvero Riggs e Murtaugh in “Arma Letale”. In seguito ha riproposto lo schema in altre pellicole da lui sceneggiate, come “L’ultimo Boy Scout”, “Iron Man 3” e “Kiss Kiss Bang Bang”, con il quale ha anche esordito dietro la macchina da presa (una chicca: Black ha anche scritto il cult “Scuola di Mostri”, un “Goonies” in tono minore ma geniale, ambientato tra i mostri della Universal, un film che molti di noi nati negli anni 80 ricorderanno probabilmente con un sorriso). A Cannes hanno parlato di Russel Crowe e Ryan Gosling in stile Bud Spencer e Terence Hill, e il paragone può anche funzionare, se posto in termini di ironia e (anti)eroismo. In realtà la pellicola somiglia tanto ad un’avventura di Hap Collins e Leonard Pine, la coppia di “detective” che ha contribuito al grande successo di Lansdale, soprattutto per la loro capacità di trovarsi in guai sempre enormi e decisamente più grandi di loro, e di uscirne sempre fuori tra colpi di proiettile e ironia.

Los Angeles di fine anni 70 è corrosa dallo smog e dall’industria pornografica. La città è alienante, libertina, pazza e surreale: su questa scena si muovono un investigatore privato, truffaldino ma con una figlioletta molto sveglia al seguito (suo malgrado) e un picchiatore duro ma dal cuore tenero. I due decidono di aiutarsi per ritrovare una ragazza scomparsa e indagare sulla morte di una diva del porno, due piste che sembrano scollegate ma che invece nascondono un caso di importanza nazionale.

Crowe lavora molto di sottrazione, facendo da spalla al mattatore della pellicola, Ryan Gosling, totalmente sopra le righe, in un ruolo piuttosto raro per la sua filmografia (che in particolar modo dopo “Drive” sembrava inquadrarlo in ruoli soprattutto drammatici). Black conferma così il suo talento per quelli che gli americani chiamano “buddy movies”, mescolando il noir losangelino, il poliziesco e il cinema d’azione in un frullatore pieno di ironia.

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Fotografo e viaggiatore, cinefilo e blogger, romano e romanista
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